3.12.2015

RECENSIONE: NORENBERG


Recensione di:
GR00VIER


DESCRIZIONE
Nato dalla mente di Andreas Steding(noto prevalentemente per essere il papà di Hansa Teutonica) e pubblicato dalla White Goblin nel 2010, questo titolo di ambientazione medievale mette in competizione da 2 a 5 giocatori per circa 90 minuti dichiarati, che ricopriranno il ruolo di commercianti nell’antica città di Norenberc per il controllo sulle gilde manifatturiere operanti in città. Lo faranno influenzando attraverso i propri agenti (leggi, trippoletti tirapiedi) le varie manifatture disponibili, comprando e vendendo le merci prodotte dalle gilde stesse, guadagnandone il favore e reclutando artigiani e cittadini che nel corso della partita o alla fine della stessa permetteranno ai giocatori di guadagnare preziosi punti prestigio.

AMBIENTAZIONE 6.5.
L’ambientazione medievale è presente ma tenue. Le grandi plance riproducono le gilde, lo stile grafico fumettoso che caratterizza bene i vari personaggi e i materiali nel complesso molto curati, calano bene il giocatore nell’ambientazione della città medievale. La meccanica tuttavia la fa da padrona, ma una piccola introduzione prima di iniziare il gioco “Ci troviamo nella Norimberga medievale…” rende con facilità il tutto molto più “vero”.





MATERIALI E GRAFICA 8
Belle plance, grandi e robuste, poche carte che possono anche non essere imbustate (non vengono mischiate e alla fine potevano essere anche quelle sostituite con tessere senza nessun problema). Le tessere che raffigurano i vari personaggi riportano uno stile grafico curato e piacevole.
Una menzione a parte la devo fare per i materiali in legno: no dischetti e cubetti (pochi di questi ultimi che servono solo come segnapunti e ordine di turno) ma bei materiali grandi e di bella fattura, raffiguranti merci e agenti.
  
DIPENDENZA DALLA LINGUA 0%
Il gioco è completamente indipendente dalla lingua. Nei materiali sono presenti dei simboli di sintesi che però non sono sempre auto esplicativi e tendenzialmente vanno imparati di sana pianta dal regolamento.

CONTEUNTO DELLA SCATOLA
6 Gilde, 66 Artigiani, 26 Cittadini, 40 Agenti, 72 Merci, 24 Blasoni delle GIlde, 4 Blasoni di prestigio, 5 Segnapunti, 5 Segnaturno, 5 Gettoni di fine turno, 30 Carte Azione, Tanti talleri, Libretti del regolamento.

REGOLAMENTO
Il regolamento non è complesso, ma il manuale non è sempre chiarissimo e forse eccessivamente prolisso, di contro ci sono tanti esempi e immagini che aiutano sicuramente la comprensione.
Il sistema di distribuzione dei punti a fine partita non è proprio immediato e un paio di riletture possono servire per comprenderlo al meglio. Anche qui gli esempi ci vengono in aiuto.
Il gioco non è localizzato in Italiano, nella scatola sono presenti libretti di regolamento in varie lingue, fra cui l’inglese.
Naturalmente i Goblin (non quelli bianchi, quelli della Tana) si sono presi la briga di tradurre il regolamento in Italiano, che si può trovare QUI.

 

PANORAMICA DEL GIOCO
La partita si sviluppa in 4 round (tanti quanti gli artigiani presenti in ogni Gilda) formati da almeno un turno per giocatore - in realtà tendenzialmente almeno 3 - ciascuno dei quali consta di tre fasi di gioco
1-    Fase pianficazione: durante la quale il giocatore sceglie a quali gilde destinare i propri agenti disponibili
2-    Fase azione: i giocatori utilizzano i propri agenti per fare affari nelle gilde precedentemente selezionate
3-    Fase di fine turno in cui i giocatori si preparano per il turno successivo e controllano se sia terminato il round
Tralasciando la fase di pianificazione, il cuore del gioco è la fase azione, durante la quale il giocatore (dopo aver scelto segretamente su quali gilde operare) manderà il proprio agente sulle Gilde che avrà scelto al fine di
a)     Vendere merci
b)    Assumere un cliente (e cambiare così la propria posizione nell’ordine di turno)
c)     Comprare merci
Il sistema di vendita e acquisto delle merci così come dell’assunzione del cliente della gilda segue un ritmo economico dettato dal procedere dei round e dei turni, poiché i vari personaggi (artigiani e clienti della gilda) scorrono sulle plance quando uno di questi viene prelevato o eliminato, modificando il prezzo dei beni e dei personaggi.
L’assumere un cliente della gilda comporta un costo in merci e, oltre a modificare l’ordine di turno, genera dei vantaggi per il giocatore che possono risolversi sia durante che a fine partita.
I commercianti tenteranno di migliorare la propria posizione commerciale nei confronti di quella che, per il turno in corso, è la gilda di prestigio, acquisendo la maggior quantità possibile dei beni da essa e ottenendo così il favore di quella stessa gilda a fine turno.
A fine turno si eseguono le seguenti operazioni
1)    I capi delle gilde scelgono il commerciante favorito, cioè colui che a fine turno possiede il maggior numero di merci del tipo di ogni singola gilda
2)    Si riprendono in mano tutti gli agenti
3)     Si incassano gli eventuali profitti
4)    Si gira il gettone di fine turno
5)    Si fa slittare un nuovo artigiano nella posizione di capo della gilda
6)    Si riempiono gli alloggi con nuovi clienti
7)    Si seleziona una nuova gilda di prestigio

Alla fine dei 4 turni, viene effettuato il conteggio dei punti. Chi ha più punti vittoria è il vincitore.

PROFONDITA’ STRATEGICA: 6.5
Una volta capiti i meccanismi sottostanti, il gioco è adatto sia a giocatori navigati che occasionali.
E’ importante prevedere quelle che saranno le mosse dell’avversario ed eventualmente ostacolarlo (anche al prezzo di qualche rinuncia del proprio diretto tornaconto) per migliorare la propria posizione alla fine del gioco.
Il sistema di variazione economica delle risorse è già visto, ma funziona bene, ed è necessario avere capacità di lettura delle “fluttuazioni del mercato” per pianificare le proprie mosse. Una notazione relativamente a questo aspetto: il prezzo della vendita e dell’acquisto di un bene sono identici e dipendono da quello che è il capo della gilda durante il turno in corso. Probabilmente avrebbe avuto senso prevedere un prezzo di acquisto e uno di vendita che fossero differenti per dare un piccolo tocco di ulteriore profondità economica al gioco, ma tant’è, la cosa non disturba più di tanto.
Il fatto che ci siano molti modi diversi per accaparrarsi punti a fine partita (il favore delle gilde, i poteri dei clienti etc.) rende il gioco più interessante e ne aumenta sicuramente la longevità.
Un piccolo sbilanciamento deriva tuttavia dal fatto che sia piuttosto importante essere primo di turno, cosa che può portare un giocatore ad assumere dei clienti delle gilde anche solo a questo scopo a prescindere da quali siano i vantaggi che ne possa trarre a fine partita.
Personalmente ritengo più belli e avvincenti i giochi in cui punti vittoria e capacità economiche dei giocatori non siano manifesti durante la partita, e Norenberc rientra felicemente in questa categoria.
 

SCALABILITA’: 
Ho giocato questo gioco sempre in 2, e devo dire che gira proprio bene. La partita scorre bene ed è veloce (direi che si possa stimare fra i 20 e i 30 minuti a giocatore)
Il setup del gioco prevede che vengano utilizzate le gilde in numero differente in base ai giocatori. Questo sicuramente migliora la scalabilità e fa sì che funzioni bene qualsiasi sia il numero di commercianti al tavolo.

FORTUNA:
Esiste solo nella pesca dei personaggi, per il resto assente.

PRO:
1-    Divertente, veloce e facilmente assimilabile anche da giocatori non espertissimi
2-    Strategia e tattica sono elementi da dosare con cura
3-    Ottimi materiali
4-    Buona longevità

CONTRO:
1-    Eccessiva importanza del primo di turno
2-    Piccole pecche econometriche
3-    Regolamento non proprio elegante

CONCLUSIONI
A mio avviso, fa parte della stessa categoria di Finca (con cui condivide la cura per i materiali in legno ma non l’aspetto strategico): sicuramente da provare, se vi capita di trovarlo in offerta, da comprare. Non è né un giocone brain burner né un filler, ma vi divertirà lasciandovi il tempo di fare un’altra partita a Norenberc o a un altro gioco, senza l’amaro in bocca.
Perché capiterà quella sera che non saprete bene a cosa giocare, allora così, d’incanto ve ne uscirete con “Vi va di giocare a Norenberc?”.
 


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